Per la ricetta, ho seguito il libro del prof. Faranda sulla cucina teramana, ma ho fatto qualche piccola variante (sull’impasto, usando farina bolero e saragolla)… mentre il ripieno l’ho lasciato tradizionale, e cioè aggiungendo alla marmellata d’uva, alle mandorle, alla cannella e alla buccia di limone il cioccolato a pezzetti.
P.S. Le varianti sull’impasto, perché oggi sono presenti tante di quelle farine che sperimentare e provarle mette veramente voglia!
Ma perché si chiamano cosi?